Non ho scelto i miei nomi per apparire.
Li ho scelti per raccontarmi, in silenzio.
Per restare fedele a ciò che sento ogni volta che scrivo.
Mi definisco spesso custode di sussurri,
perché le parole che uso non fanno rumore.
Entrano leggere, bussano al cuore, si fermano solo dove trovano ascolto.
Non mi piacciono i toni forti. Preferisco quelli che accarezzano.
“Custodire” per me significa trasformare emozioni vissute, osservate, assorbite…
in parole che sappiano accompagnare, e non invadere.
Scrivere è un atto di rispetto.
Poi c’è #LaVoceDellAnima, che non è solo un hashtag.
È il filo invisibile che attraversa tutto quello che lascio scritto.
La voce che non parla di me, ma di ciò che sento.
È l’anima delle mie parole,
la parte che non sempre si vede, ma si sente.
Se queste parole ti somigliano, se ci ritrovi anche solo un battito…
allora sei nel posto giusto.